Natale a Porto Cesareo anni '60 - '70.

Partendo dal giorno dell’Immacolata, una serie di date cruciali, scandivano l’avvicinamento al Natale.

a cura di Salvatore Muci

Le festività natalizie ancora oggi recano nei nostri cuori, tanta gioia e allegria, soprattutto nelle persone di una certa età, ragazzi e giovani negli anni ’60 – ’70, educati dai genitori alla cultura del presepe, all’albero di Natale ed altre tradizioni, che iniziavano con l’Immacolata.

Proprio nella vigilia, il 7 dicembre, nelle case era uso l’addobbo dell’albero con tante palline colorate e ghirlande dorate variopinte, assieme ad altri bellissimi ornamenti. In serata era solito nelle famiglie di Porto Cesareo, la cena a base di frutti di mare; in quel giorno c’era astinenza dalle carni. Il 13 dicembre, giorno di Santa Lucia, si cominciava a costruire il presepe.

Ci si recava a Lecce, dove in quel giorno si inaugurava la fiera dedicata alla Santa siracusana, che durava sino a mezzogiorno del 24. Lì si compravano i pupi di terracotta per ornare il presepe. Il 16 cominciava la Novena, con la funzione religiosa celebrata dal compianto Don Lorenzo Marzio Strafella alle 5:30 o 6:00.

Nella vigilia di Natale a Porto Cesareo primeggiava il pranzo serale a base di pesce e frutti di mare e a mezzanotte si soleva recarsi a messa. Il 25, all’interno delle famiglie si svolgevano numerose cerimonie, oltre agli auguri. Le visite ai parenti che giungevano dal nord – Italia, dalla Germania, Francia, Svizzera, Belgio, Lussemburgo; oppure dal compimento del servizio militare e conseguente licenza per ritornare a casa.

La Befana del vigile tra le caratteristiche del Natale a Porto Cesareo.

Il 28 dicembre giungevano gli scherzi degli innocenti. La gente del paese si scherniva: uno mandava l’altro, senza che il destinatario finale ne sapesse niente. Una vera allegria Porto Cesareo! San Silvestro, le famiglie cesarine lo trascorrevano umilmente, stappando solo in serata qualche bottiglia di spumante o bevendo del rosolio o marsala. Infine, si mangiava il panettone.

I forestieri invece, frequentavano i due ristoranti locali, quali Giaccari e Montinari, in via Francesco Petrarca. Il giorno dopo era solenne il pranzo di Capodanno alla presenza di tutti i familiari. Le feste proseguivano sino all’Epifania. In quel giorno o nella domenica prima o successiva, si svolgeva la Befana del Vigile. Al centro della piazza saliva un vigile e tutt’intorno era colmo di regali.

Ma i vecchi raccontavano che loro nel periodo natalizio, comprendevano anche la Festa di Sant’Antonio Abate. Così l’albero era custodito sino al giorno dopo l’accensione della focara (falò); il presepe sino al 2 febbraio, Festa della Candelora.

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