Renato Curi, Perugia.

Il 30 ottobre 1977, Renato Curi si accascia per terra durante Perugia – Juventus. Tanti gli incroci tra il numero 8, il suo futuro stadio e la vecchia signora.

a cura di Alessio Peluso

Il 14 maggio 2000 al “Renato Curi” di Perugia va in scena una delle partite più incredibili del Campionato Italiano. La Juventus in testa alla classifica a quota 71 ha due punti di vantaggio sulla Lazio a quota 69. Nel corso dell’ultimo turno alla fine del primo tempo i biancocelesti sono avanti 2 – 0 sulla Reggina e attendono notizie da Perugia. All’half – time il punteggio è di 0 – 0, quando un nubifragio memorabile rimette tutto in discussione.

Dopo circa 75 minuti di prove effettuate dall’arbitro Collina, con un pallone che affoga nell’acqua si riprende a giocare. Il gol di Calori ad inizio ripresa stende la Juventus, permettendo alla Lazio di Eriksson di conquistare il tricolore. Un episodio che porta con sè tante polemiche, ma soprattutto un nome rimasto nella memoria dei più, quello di Renato Curi, lo stadio dove il misfatto avviene.

L’intuizione di Castagner e Curi passa al Perugia dei miracoli.

Oggi 30 ottobre, 44 anni dopo, moriva per l’appunto Renato Curi. Classe 1953 inizia la sua carriera nel Giulianova, ottenendo nella stagione 1970 – ’71 la promozione dalla Serie D alla Serie C. Nel 1973 – ’74 passa al Como, allora militante in Serie B. Le sua qualità da centrocampista non passano inosservate agli occhi di un guru della panchina come Ilario Castagner. Lo vuole e lo porta con sè nel cosiddetto Perugia dei miracoli. Renato Curi è tra i grandi protagonisti di una squadra capace nel tempo di sfiorare lo scudetto ed essere protagonista assoluta.

Tra i corsi e ricorsi storici rimane la rete siglata dallo stesso Curi, contro la Juventus il 16 maggio 1976, grazie alla quale il Torino vince il campionato a discapito ancora una volta dei bianconeri. La stagione successiva il Perugia è a punteggio pieno dopo 5 turni, in coabitazione con la Juventus. E il 30 ottobre alle 14:30 è in programma all’allora “Comunale di Pian Massiano” uno scontro diretto importantissimo.

Ad inizio ripresa, sugli sviluppi di una rimessa laterale, Curi va incontro al pallone, prima di accasciarsi davanti ai 30000 tifosi presenti. Arresto cardiaco e poco dopo il decesso a soli 24 anni. Da quel momento la stadio di Perugia è il noto “Renato Curi”, in memoria di quel numero 8 che tanto ha fatto sognare la formazione umbra.

L’immagine di copertina è tratta dal sito ufficiale del Perugia Calcio, in occasione della messa per i 40 anni dalla scomparsa.

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