Rita De Matteis, arte della tessitura.

a cura di Alessio Peluso

Secondo un’antica usanza molto diffusa nel Salento, un matrimonio era definitivamente approvato solo se la suocera fosse rimasta soddisfatta delle abilità mostrate dalla sposa sia nell’arte del ricamo, sia nella pratica del tessere. Pizzi, orli, coperte e ricami, la mostravano come una promettente donna di casa. Le tecniche tradizionali del ricamo, anche se a livello prettamente artigianale e locale, sono tuttora conosciute e utilizzate per la produzione di preziosi manufatti. Pochissime, difatti, conoscono il metodo antico di tessitura e spesso si tratta di persone molto anziane.

Tuttavia, in questo scenario di triste declino, c’è ancora una giovane donna che con passione continua a tessere utilizzando le tecniche tradizionali: Anna Rita De Matteis, è nata a Casarano nel 1983, ma vive a Galatone, dov’è sposata. Ha frequentato l’Istituto d’Arte “A. Giannelli” di Parabita diplomandosi in “Arte applicata alla tessitura artigianale, industriale e stampa su tessuto”.

Nella sua stanza di lavoro sono custoditi gli antichi attrezzi che un tempo erano utilizzati  per la preparazione dei fili e dell’ordito, nonché per la tessitura vera e propria, ossia il “tornio della bambagia” adoperato per separare il cotone dai semi; un fuso, usato per filare le masse grezze di cotone, lino e lana;  una “macènnula”, ovvero un arcolaio impiegato per comporre l’ordito filo dopo filo e, infine, un vecchio “talàru”, il telaio, in legno d’ulivo. Anna Rita De Matteis nella tessitura, mostra di possedere un talento innato ed è una delle più giovani maestre di telaio in Italia.

Tale primato, è stato accreditato in Terra d’Otranto, terra d’origine dell’antica tecnica di tessitura detta del “fiocco” salentino; tecnica che Anna Rita è ormai tra le poche a saper eseguire correttamente. Si tratta del cosiddetto “soprariccio”, cioè di un punto a rialzo col quale le figure create appaiono in rilievo. In tal modo la giovane maestra di Galatone crea coperte, tovaglie, copricuscino, borse e manufatti vari dal cui tessuto di fondo emergono scene di vita quotidiana, motivi floreali e geometrici, immagini sacre. Il tutto rielaborato secondo una chiave artistica del tutto personale.

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