Statua del Pescatore a Porto Cesareo.

a cura di Aurora Paladini

La nostra storia e la nostra identità sono il patrimonio più prezioso da tutelare. Nel terzo libro del trattato naturalistico di Plinio Il Vecchio, “Naturalis historia”, si attestano le prime tracce di Sasinae Portus (oggi Porto Cesareo), un piccolo borgo di pescatori e navigatori dediti alla pesca e al commercio. Nonostante lo sviluppo del turismo balneare a partire dal periodo fascista e il relativo boom registrato negli ultimi anni, la figura del pescatore ha sempre conservato il suo carattere storico-identitario e rappresentativo per Porto Cesareo.

La scelta di onorare attraverso l’arte il valore degli uomini di mare e delle loro famiglie arriva nel 1999, quando l’artista vegliese Celestino De Gabriele viene incaricato, dall’allora sindaco Pasquale De Monte e dall’allora Assessore alla Pesca Giuseppe Fanizza, di realizzare la Statua del Pescatore. La meravigliosa scultura in bronzo viene collocata al centro del Piazzale Scalo D’Alaggio con lo sguardo rivolto verso il mare. Basta ammirarla da vicino per notare l’espressività sorprendente dell’opera di De Gabriele: la posizione dell’uomo trasmette il senso del sacrificio, della stanchezza e allo stesso tempo uno smisurato senso di dignità e resilienza.

La totalità degli elementi che caratterizzano la statua dà vita, nella mente dell’osservatore, ad un dipinto dell’immagine del pescatore; guardandola attentamente si può persino immaginare l’uomo prendere vita e continuare la sua marcia silenziosa verso il mare, messa in pausa eternamente dall’abile scultore perché tutti, cesarini e turisti, potessero contemplarla.

Il 24 giugno 2007 la statua viene intitolata ufficialmente, rendendo omaggio “alla memoria di coloro che operando in mare non tornarono” (estratto del testo sulla targa commemorativa). Con lo scorrere del tempo, i pescatori sono stati protagonisti di ondate di cambiamento e innovazione, grazie alla tecnologia, ma non solo. Infatti, le sfide della sostenibilità ambientale e del turismo ittico li vedono ancora una volta al centro delle dinamiche sociali ed economiche della nostra comunità.

OMAGGIO ALLA STATUA DEL PESCATORE.

a cura di Alessio Peluso

Un uomo stanco e provato dal suo lavoro, così come testimoniano i vestiti trasandati, gli zoccoli che trascinano le gambe, mentre le braccia e le spalle sostengono la nassa, un antico strumento di pesca. Lo sguardo volge all’orizzonte pensando alla bellezza del mare, all’orgoglio di un’altra giornata lavorativa portata al termine e al pensiero che quel sacrificio servirà per sfamare la famiglia, la propria donna, i figli.

Il sogno di una vita però, in alcuni casi si è scontrato con la dura realtà e in tanti nella nostra Porto Cesareo sono ricordati nel piazzale dello “Scalo d’Alaggio”, con la “Statua del Pescatore”; una dedica speciale per chi ha perso la vita nelle profondità del mare, che ha spazzato via ogni speranza e desiderio di rivedere i propri cari. È il 1999 quando Pasquale De Monte, sindaco di Porto Cesareo nel triennio 1997-2000 e Giuseppe Fanizza, al tempo Assessore alla Pesca e Strutture Portuali, condividono un’idea che ben presto si tramuta in un obiettivo da raggiungere: onorare al meglio la figura di coloro che rappresentano nel nostro paese la categoria per eccellenza e tradizione, ovvero il pescatore.

L’artista incaricato di realizzare l’opera è Celestino De Gabriele, noto scultore di Veglie che ricalcando le orme del pescatore degli anni ’50 – 60’ realizza un’opera completamente in bronzo di pregevole fattura. Un vero fiore all’occhiello che dà rilevanza allo “Scalo d’Alaggio” già dal 2000, anche se per la manifestazione di intitolazione ufficiale, bisognerà attendere il 24 giugno 2007, con sindaco Vito Foscarini e alla presenza dello stesso Giuseppe Fanizza, attualmente Presidente della Cooperativa “Pescatori dello Jonio” che intercettato dalla nostra redazione, volge un pensiero romantico e allo stesso tempo nostalgico, alla figura del pescatore:

Il mare e la pesca hanno contraddistinto la mia vita sin dall’infanzia. Ricordo il sacrificio e le difficoltà di quel tempo, in cui gli unici strumenti erano la barca a vela o a remi. La forza delle braccia era cruciale per ognuno di noi, così come la capacità di orientarsi nel mare, facendo riferimento a chiese, grossi alberi o antiche masserie. Oggi il mio pensiero va a tutti quei ragazzi che hanno lasciato la vita, sperando che noi più grandi saremo in grado di trasmettere ai più giovani la passione per la pesca e il rispetto per quel meraviglioso dono chiamato mare”. Qui di seguito quanto riportato sulla targhetta commemorativa:

Porto Cesareo rende omaggio
alla gente di mare che per prima
popolò Cesarea
e alla memoria di coloro
che operando in mare non tornarono
dei pochi ancora vivi nel ricordo …

Cazzella Domenico di anni 10
Cazzella Enrico di anni 24
Indirli Antonio di anni 16
Peluso Giuseppe fu Fr.sco di anni 10
Peluso Giuseppe fu Rocco di anni 31
Rizzello Cos. Damiano di anni 32
+ 09.04.1926
Rizzello Giovanni + 23/04/1940
Colelli Antonio di anni 54
Iaconisi Cosimo di anni 13
 + 18.07.1945
Vittorio De Pace palombaro + 30.08.1962

… e dei molti che non lasciarono traccia
rimasti ignoti nel buio dei secoli
il Comune pose addì 24.06.07

PREGHIERA DEL MARINAIO
di Antonio Fogazzaro
«A Te, o grande eterno Iddio,
Signore del cielo e dell’abisso,
cui obbediscono i venti e le onde, noi,
uomini di mare e di guerra, Ufficiali e Marinai d’Italia,
da questa sacra nave armata della Patria leviamo i cuori.
Salva ed esalta, nella Tua fede, o gran Dio, la nostra Nazione.
Dà giusta gloria e potenza alla nostra bandiera,
comanda che la tempesta ed i flutti servano a lei;
poni sul nemico il terrore di lei;
fa che per sempre la cingano in difesa petti di ferro,
più forti del ferro che cinge questa nave,
a lei per sempre dona vittoria.
Benedici , o Signore, le nostre case lontane, le care genti.
Benedici nella cadente notte il riposo del popolo,
benedici noi che, per esso, vegliamo in armi sul mare.
Benedici!»

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