Suor Cira.

Si è spenta il 5 settembre 2020. Il suo legame con Porto Cesareo partito agli inizi degli anni ’60 resterà indelebile.

a cura di Alessio Peluso

“Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente; dicono sempre “Andiamo”, e non sanno perché. I loro desideri hanno le forme delle nuvole.” Abbiamo scomodato Charles Baudelaire, per rimarcare un viaggio speciale, quello della vita, compiuto da Suor Cira. Così piccola, dalla corporatura minuta, immancabili occhiali da vista e un dialogo sempre pronto e acceso con chiunque, sempre col sorriso.

Nata a San Severo in provincia di Foggia il 22 ottobre 1936, percepisce da subito una chiamata molto particolare, un’attrazione fortissima per la fede, la spiritualità e per Gesù. Da giovanissima ha le idee ben chiare, rifiutando come spesso raccontato da lei il corteggiamento di un aitante giovane del tempo, perché l’amore per Gesù era troppo grande, irresistibile.

Suor Cira, impareggiabile forza di volontà nonostante la malattia.

E il sogno diventa realtà nel 1958 a soli 22 anni, quando a Marano di Napoli è ordinata suora. Solo qualche anno dopo, agli inizi degli anni ’60 il primo trasferimento a Porto Cesareo tra le “Discepole di Gesù Eucaristico”. E la nostra comunità in breve tempo diviene la sua famiglia e lo sarà per sempre. Innumerevoli le generazioni che la ricordano per il suo amore profuso per i bambini più piccoli, i giochi più buffi improvvisati per rendere ogni momento con loro divertente e memorabile; il legame instaurato con chi avesse modo di frequentare la parrocchia.

Lei era sempre lì, passando molte ore all’interno della nostra chiesa, pregando davanti al Santissimo Sacramento. È stata trasferita in più occasioni in altre realtà come Copertino o Schiavone a Reggio Calabria, ma ha sempre definito Porto Cesareo la sua vera casa. E la sua forza di volontà non si è piegata nemmeno nell’ultimo decennio, nonostante la demenza senile.

Lo scorso 5 settembre 2020 ha compiuto il suo ultimo viaggio. Ha lasciato un senso di tristezza, misto a quella profonda dolcezza che solo lei sapeva dare. Ed ora siamo sicuri che anche in paradiso, traendo le mani nel taschino del suo abito nero tirerà fuori innumerevoli caramelle, da donare a tutti indistintamente. Buon viaggio Suor Cira!

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