Relitto nelle acque di Porto Cesareo.

a cura di Annairis Rizzello

Correva il dicembre 2015 quando un pescatore professionista, Pasquale De Braco, scopriva un relitto nelle acque di Porto Cesareo, nei pressi della banchina di Levante, in direzione La Strea. Risalgono invece al 21 ottobre 2020 la messa in sicurezza dello stesso relitto, che probabilmente risale ad epoca medievale, tra il XII e il XIII secolo, secondo quanto affermato dall’archeologo subacqueo di Uni Salento, Cristiano Alfonso.

Sarà la datazione al radiocarbonio che verrà effettuata sui frammenti e sui resti, che indicherà il periodo certo di riferimento. Nonostante siano passati 5 anni dalla scoperta, i lavori recentemente svolti non sono diretti allo studio del sito, ma sono orientati alla sua protezione dalle mareggiate, fino al momento in cui saranno avviati gli scavi. L’imbarcazione che giace in mare è quasi interamente in legno, lunga 18 metri e larga 4,5, nei pressi della quale sono stati ritrovati anche resti di anfore.

È una scoperta di elevato valore storico e archeologico, ma non è la prima nell’area Marina Protetta di Porto Cesareo: pensiamo a “Scala di Furnu” e alle numerosissime anfore, alle Colonne Greco – Romane sommerse, alle tombe contenenti delle ossa che il mare ha restituito nel novembre 2019, alla statua del dio egiziano Thoth, alle bombe nei pressi di Torre Chianca che vedevano l’isolotto come bersaglio militare per le esercitazioni e tanti altri reperti già noti e altri ancora da scoprire. L’appello della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e paesaggio è di non lasciare il sito a sé e di iniziare quanto prima gli studi, nonostante il difficoltoso periodo storico che stiamo vivendo.

Nell’immagine in alto il prezioso relitto ritrovato nel mare di Porto Cesareo da Pasquale De Braco.

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