Triglia di scoglio.

a cura di Massimo Peluso

Quando si parla di triglia non si può che pensare ad una delle specie di pesce più conosciute del territorio Cesarino da parte dei turisti. Basti pensare alle file nelle pescherie o davanti alle barche dei pescatori la domenica per acquistarla. Appartenente alla famiglia dei Mullidi, era un alimento ben conosciuto già in tempi antichissimi, di cui si apprezzavano il sapore e la consistenza morbida della carne, la quale si adattava a numerose preparazioni da leccarsi i baffi.

Addirittura, è menzionata in alcuni scritti ai tempi degli antichi romani da parte di importanti personaggi dell’epoca come il filosofo Seneca ed il governatore romano Plinio il Vecchio. Il primo racconta di un regalo inconsueto all’ imperatore Ottavio, ossia una triglia di circa due chili; il secondo ci parla dell’importanza di questo pesce, tanto da consacrarlo alla dea della caccia, Diana.

Triglia di scoglio: le origini e i benefici per la nostra salute.

La triglia è originaria delle acque tropicali per poi diffondersi in diversi mari tra cui il Mediterraneo e va fatta una distinzione tra quella di fondale e quella di scoglio, la quale è diffusa nei nostri mari ed ha un sapore migliore: tutto ciò dipende dall’ alimentazione della triglia di scoglio, abituata inoltre a non vivere in acque troppo profonde ed a nutrirsi prevalentemente di crostacei e molluschi.

Dal punto di vista nutrizionale, è un pesce ricchissimo di proteine nobili con alti contenuti di Omega 3, di vitamine, sali minerali come ferro, zinco e fosforo oltre ad essere indicata per diete dimagranti e digeribilissima; insomma, fa benissimo al nostro organismo, non compromettendo la linea.

Triglia fritta? Sì, ma anche al cartoccio…

Riguardo alla preparazione, la triglia può essere preparata in vari modi tra cui la frittura è quella più in voga da parte delle massaie e dei ristoratori, però vogliamo consigliarvi la triglia al cartoccio. Come? Disponete su una teglia dei rettangoli di carta forno dove depositare del finocchio tagliato fine e sopra le nostre triglie di scoglio ben pulite.

Ora mettere dei pomodorini tagliati, una foglia di basilico, olive nere, olio, sale e pepe ed un cucchiaio di vino bianco. Chiudere i fagottini e mettere in forno a 180 gradi per circa 35 minuti. Il risultato non vi deluderà ed il mare di Porto Cesareo lo sentirete sulla vostra tavola.

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