Il pescatore Zecca da Porto Cesareo

Una battuta di pesca in zona Amendolara si trasforma in una battaglia tra la vita e la morte.

a cura di Alessio Peluso

Preso dall’entusiasmo e soprattutto dalla voglia di raccontare, Cosimo “Mimino” Zecca è orgoglioso di raccontarci un altro avvenimento della sua storia da pescatore e sono lieto di annotarlo. Ricorda con precisione che si trattava di una domenica e l’imbarcazione Diana aveva intrapreso il percorso per raggiungere la zona Amendolara, in provincia di Cosenza, assieme alla barca di Pierino Macchia.

Tante le ore percorse per giungere alla meta prefissata, con l’obiettivo di rientrare prima del solito, perché come evidenzia lo stesso Cosimo, la domenica si doveva dedicare più tempo alla famiglia. Il lavoro era stato effettuato egregiamente senza intoppi, per cui le due imbarcazioni decisero di ritornare.

Trascorsero 3 ore di navigazione, quando un vento improvviso di scirocco cominciò a soffiare e il mare iniziò a cambiare colore. Pochi secondi appena e giunge provvidenziale una chiamata da parte di Cosimo Albano, che li attendeva per la consegna del pescato. È sorpreso dal fatto che siano già sulla strada del rientro, in quanto il bollettino meteo aveva previsto una forte burrasca in quelle ore.

La bufera marina e la decisione saggia di Zecca.

Le due barche provano a districarsi, ma la bufera marina è irresistibile. L‘imbarcazione di Pierino Macchia è travolta dalle ondate marine e tutto sembra volgere al peggio. Anche in quest’occasione Cosimo prende la decisione giusta, dirottando con i suoi compagni di avventura verso Taranto, in prossimità di San Vito, dove un’altra ondata di vento e mare si scatena per pochi minuti; poi torna il sereno e i naviganti sono salvi. Tira un sospiro di sollievo ancora oggi Cosimo e l’enfasi è ancora forte nel rimembrare.

Abbiamo infine l’onore di entrare nella stanza dei suoi ricordi. Una libreria ricolma di enciclopedie e libri datati, ma più in alto un dipinto della sua Diana, accompagnato dalla gelosa conservazione della bussola presente in tutte le battute di pesca.

Il pescatore Zecca, anche Presidente del Porto Cesareo per un decennio, all’unanimità.

L’enorme amore per il mare, non gli ha però negato la passione per lo sport e per il calcio. Un decennio alla guida del Porto Cesareo, un presidente votato all’unanimità, soprattutto dai calciatori, i quali percepivano la bontà di quell’uomo.

Il più grande rimpianto è il mancato acquisto del terreno donato da Don Vincenzo Zagà, ma le condizioni non permisero il buon esito della trattativa. Per il resto è un affiorare nostalgico per il mondo del pallone e per le tante sfide sostenute su quel campo da gioco.

Sorridente poi si alza. È tempo di tornare al lavoro e saluto Cosimo, proprio così come lo avevo incontrato qualche ora prima, davanti alle sue reti. (fine)

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